giovedì 26 novembre 2015

Gli Anguillara










CAPRANICA STORY GLI ANGUILLARA

Dal volume dedicato a CAPRANICA Edizioni Agnesotti  Autore: Giuseppe Morera
Donatomi dal Sindaco della Città di Capranica Dott. Angelo Cappelli ospite alla
rassegna Teatrale " I Trionfi " organizzata dalla Accademia Internazionale Francesco 
Petrarca, per  mano del Presidente della stessa: Dott. Pasqualina Genovese D'Orazio




Nel centro storico della Città di Capranica, si innalza la chiesa romanica sconsacrata di San Francesco. La chiesa è realizzata in pietra di tufo, tipica della zona. All'interno si trova il monumento
sepolcrale dei fratelli Francesco e Nicola dell''Anguillara.



IL DOMINIO DEGLI ANGUILLARA

Verso la fine del 1305, morto Bonifacio venne eletto al Soglio, a Lione, un francese, Clemente V, il quale dopo l'elezione, invece di raggiungere Roma, fissò la sua sede in Avignone. Nella Provincia del Patrimonio ( Cioè la Tuscia ) la massima autorità di governo risiedeva nel Rettore. Esso rappresentava la potestà civile del Pontefice e in un coacervo di poteri frastagliato ( alcuni Comuni come Viterbo e Orvieto, godevano di una quasi assoluta indipendenza ) costituiva fattore di coesione e d'ordine. Nel momento in cui la Santa Sede si spostava in Francia tale ordinamento entrò in crisi; il Rettore perde autorità e prestigio. Viterbo e Orvieto, nei primi tre decenni del secolo si contendono aspramente la supremazia sulle Terre della Valdilago e della Teverina. Contemporaneamente una guerra spietata si combatte tra i detentori del potere baronale. Anche in Roma, in assenza del Pontefice, si riaccendono violente le lotte per il predominio tra le grandi famiglie di parte guelfa appoggiatesi agli Angiò e quelle dei ghibellini favorevoli ai sovrani tedeschi. In una situazione talmente fluida da rasentare l'anarchia, anche il Senato Romano non conosce più limiti alla sua invadenza. Muove guerra a Corneto, si impadronisce di Città e castelli della Bassa Umbria, spinge le sue pretese di dominio fino a Sutri dove nel 1311 destituisce il conte Domenico Anguillara Podestà liberamente eletto e si arroga in perpetuo la facoltà di nominare il capo della podesteria sutrina. Un arbitrio che, però, durerà ben poco. L'assoggettamento dell'Antichissima Città trascinò con sè quello di Capranica e degli altri borghi satelliti della cintura sutrina ( Ronciglione, Bassano, Monterosi  ) ma con effetti pratici insignificanti. La nostra Comunità, sin dai primi anni del XII secolo si era data autonomi ordinamenti ( purtroppo a noi non pervenuti ) per la regolamentazione dei propri rapporti interni. Della loro osservanza si faceva garante il Syndacus, il Sindaco, ( nel significato originario di patrocinatore ) assistito da alcuni anziani. Il che permetteva alla Comunità stessa, di godere, i  pratica, di una quasi indipendenza nell'ambito dei detentori del potere che erano la podesteria sutrina e il Monastero dei Ss. Cosma e Damiano proprietari delle terre. Sul finire del 1328 si impadroniscono di Capranica i conti di Anguillara. E' questa una nobile famiglia di origine germanica ( anzi molto probabilmente longobarda ) come può ipotizzarsi dai nomi dei primi Conti quali Bellizone e Guido ( 1020 ) Raino e Raione ( un secolo dopo ) Orso ( fine 1100 ).
Gli Anguillara installati  fin dagli anni intorno al Mille nel castello, in riva al lago, da cui traggono il nome dominano la prateria che si estende dal Sabazio fino a Tolfanova ed al Trastevere, scorrendo con agguerriti squadroni di cavalleria . Eternamente all'inseguimento di una legittimazione pontificia o imperiale non importa.- ddei loro titoli e possessi, la loro storia registra due costanti mai smentite: l'odio mortale che li oppone nel Patrimonio alla potente famiglia dei Prefetti di Vico e la militanza nelle file di parte guelfa. Ci volle lo smacco subito nel 1311 con la destituzione del Podestà di Sutri per spingere il Conte Domenico, l'anno successivo, a mettersi momentaneamente agli ordini di Enrico VII, campione dei ghibellini. Lo segue in Roma dove con la sua cavalleria appoggia efficacemente il Re tedesco nella guerriglia urbana che si scatena per il controllo della parte di città in sinistra Tevere  onde permettere la cerimonia dell'incoronazione a San Giovanni in Laterano, vista l'impossibilità di effettuarla in S. Pietro occupato dagli Angioini. Dal valido appoggio fornito a Enrico VII il Conte Domenico non trasse beneficio alcuno. Un suo nipote, Pandolfo, nel 1321 prese parte con Poncello Orsini ( zio di sua moglie ) alle lotte per la restaurazione del potere guelfo in Orvieto. Lo stesso Pandolfo ed i fratelli Orso e Francesco, su invito di Giovanni XXII, dettero man forte al Rettore ( a. 1322 ) per il recuoero di terre perdute o contrastate; Francesco ne guadagnò  la nomina a Vicario Regio dell'Angiò e una lettera di sperticate lodi del Papa: titolo ed encomio che evidentemente delusero le sue aspettative di compensi territoriali. Pandolfo morì nel 1328. In quello stesso anno, alla calata di Ludovico il Bavaro, il Conte Domenico e i nipoti Domenico e Orso brillarono per la loro assenza dal corteggio imperiale. Forse si erano resi conto che i tempi erano maturi per poter conseguire l'allargamento dei loro domini senza attendere concessioni pontificie o imperiali. La terra di Capranica, lo si è già detto, da alcuni decenni antecedenti al Mille, apparteneva al Monastero sutrino dei Ss. Giacomo e Filippo, cella importantissima della romana Abbazia dei Ss. Cosma e Damiano. Quest'ultima verso la fine del 1100 scivola in un  periodo di decadenza. Rilevata nei primi anni del 1200 dalle Recluse di S. Damiano passa successivamente in mano alle Clarisse le quali per mantenere in sesto il bilancio incominciarono a svendere la loro proprietà terriera.
Gli Anguillara profittarono evidentemente e delle difficoltà economiche in cui si dibattevano le Clarisse e del pauroso vuoto di potere intervenuto nel Patrimonio dopo il trasferimento avignonese, per impadronirsi di Capranica. Non si è in grado di precisare se si trattò di compera o di occupazione manu militari o ci furono entrambe. Probabilmente una volta occupato il paese dagli Anguillara le Clarisse furono costrette alla vendita. Capranica, con l'arrivo degli Anguillara cessa di essere un anonimo " appodiato " di Sutri, un incolore borgo di contadini vignaioli benemeriti della bonifica e di pastori che si avvalgono dei pascoli di grandi superfici ancora incolte. Divenuta autonomo centro di potere vede sorgere immediatamente il Castello, sede prestigiosa dei Signori, dei loro Uffiziali, della guarnigione. Il maniero ne valorizza appieno la già forte posizione naturale. Attorno al Castello, innalzato nella parte più alta del costone sorgono le case-torri per gli alloggiamenti degli accoliti. Assume nuova maggiore importanza la strada di cresta ( attuale Viccinélla ) che collega l'agglomerato già esistente ai piedi della chiesa di S Maria ( Castel Vecchio ) con la Rocca dei nuovi Signori. Tra questi due poli si instaurano direttrici di sviluppo urbano di senso opposto che, verso la metà del Quattrocento, finiranno per congiungersi. Orso ed il fratello Francesco sono i primi Conti di Anguillara che si installano nel Castello capranichese. Il primo, sposato con Agnese Colonna, ospitò, tra i primi del mese di gennaio e il febbraio 1337, Francesco Petrarca. Il poeta trovavasi al servizio del Cardinale Giovanni Colonna, fratello di Agnese, alto dignitario nella corte papale avignonese. Era sbarcato a Civitavecchia, proveniente da Marsiglia, e avrebbe dovuto proseguire, dopo una breve tappa capranichese, per Roma. Da Capranica messer Francesco scrisse al su protettore due lettere ( la XII e la XIII delle epistolae familiares ) nella prima delle quali ci fornisce una stupenda descrizione del nostro paesaggio. Nell'Urbe, Petrarca tornerà nuovamente nel 1341, per ricevere da Orso, divenuto all'epoca Senatore di Roma, la corona di lauro in Campidoglio. Il Conte Francesco, fratello di Orso, che aveva sposato una Orsina Orsini, cadde vittima ( 6 maggio 1333 ) di un nefando attentato. Accompagnava il cognato Bertoldo Orsini a Palestrina ove doveva aver luogo un negoziato di armistizio con Stefano Colonna allo scopo di interrompere la guerriglia permanente tra le due famiglie. Né l'Anguillara né l'Orsini giunsero mai all'appuntamento. Furono trucidati lungo la strada un un'imboscata tesa loro da Stefanuccio Colonna, figlio di Stefano, fratello questi dell'Agnese moglie di Orso. Il grave fatto di sangue scatenò con violenza inaudita la guerra sempre latente tra Orsini e Colonna. Al tempo stesso aprì una gravissima frattura tra Orso e il nipote Giovanni, figlio dell'assassinato, costretto perciò a rifugiarsi in Anguillara presso lo zio Domenico. Per riconciliarli dovette intervenire, da Avignone, addirittura Giovanni XXII. Dopo la morte di Domenico ( 1343 ) si impose la spartizione del patrimonio della famiglia tra Orso e Giovanni. L'incarico di eseguire la divisione fu conferito ( 1346 ) a Cola di Rienzo, insigne giurista che l'anno successivo sarebbe stato nominato reggente della Sacra Repubblica Romana. L'avito Castello di Anguillara fu assegnato a Orso, quello di Capranica a Giovanni. I due Conti vi si trasferirono immediatamente dando origine ai due rami della casata: di Anguillara propriamente detto e di Capranica. Dall'insediamento di Orso ( 1328 ca. ) e poi di Giovanni I, per 137 anni la storia di Capranica si identifica con quella dei suoi feudatari. Il nostro borgo esce ormai definitivamente dalla ormai neghittosa sudditanza sutrina. Il potere risiede completamente fra le sue mura, nel Castello, dimora del Signore, che agli abitanti offre la sua valida protezione in cambio del dominio che esercita. Il Syndacus eletto dai borghigiani non prende più ordini dalla Podesteria sutrina ma direttamente dai Conti che gli lasciano l'autorità concessagli dagli statuti, però solo in quanto essa non contrasti con gli interessi signorili. Alla morte di Giovanni I Anguillara ( 1363 ) la sua vedova, con atto 24 settembre di quello stesso anno stilato dal giudice palatino Francesco di Bagnorea, venne confermata tutrice dei figli: i gemelli Francesco e Nicola,  Giacomo, Angelella. L'inventario dei beni dei pupilli elenca i castelli e i territori di Capranica,Stabia, Calcata, Cesano, Vicarello; diritti su Civitella Cesi, Monte Monastero, Barbarano, e su altre cose mobili o semoventi. La Fidejussione offerta dal Comune di Capranica venne sottoscritta da Petrus Jezzi, Syndacus all'epoca. Divenuti adulti prendono possesso del castello capranichese i gemelli Francesco e Nicola. Ma vi risiedono solo saltuariamente; al comando di mercenarie compagnie di ventura erano in continuazione nella parte centrale della penisola, tra Firenze e Napoli. Loro assenti, sotto le mura di Capranica, nella stretta gola che unisce la conche di San Rocco e dell'Acquaforte, il Prefetto Francesco di Vico, capo dei Ghibellini di Tuscia, tese un'imboscata alla cavalleria del Conte d'Altavilla, inviato nel Patrimonio dalla regina Giovanna D'Angiò, in rinforzo ai pontifici. L'Altavilla con pochi cavalieri sfuggì fortunosamente alla cattura ( 22 giugno 1376 ). Undici anni dopo ( 1387 ) lo stesso Prefetto, durante un tentativo di reprimere una sollevazione di piazza, a Viterbo, cadde ucciso. Da quel momento e fino alla loro morte, dei gemelli Anguillara non si hanno più notizie precise. Probabilmente scomparso il loro nemico di sempre si dedicarono completamente all'attività mercenaria, lontani dalla loro terra. Francesco Anguillara morì il 12 agosto 1406. Due anni dopo lo seguì nella tomba Nicola 20 luglio 1408. Le loro spoglie sono custodite nella chiesa di San Francesco, in un sepolcro marmoreo di squisita fattura, opera dell'insigne artista Paolo da Gualdo. Morto Nicola gli subentrò il figlio Giacomo. Dal ramo anguillarese intanto emerge il leader indiscusso della casata, Everso, i cui natali, non accertati con esattezza, si collocano nei primissimi anni del secolo. Nella sua mente è chiaro il disegno di mettersi al servizio del Papa, conquistarsene la benevolenza e la fiducia onde avere mano libera contro il Prefetto e realizzare a spese di questo un suo ingrandimento territoriale. La lunga lotta impegnata dal Pontefice per debellare Giacomo di Vico, nella quale si inserì pesantemente Everso, ebbe il suo epilogo nell'estate del 1435. Il Prefetto, catturato insieme con i due suoi figli bastardi Menelao e Securanza, fu condotto a Soriano e ivi decapitato. Le sue Terre e i Castelli di Vico,Vetralla, Bieda, Caprarola e Casa Mala, messi in vendita dalla Camera Apostolica passarono in mano dell'Anguillara. Nel 1454  Everso, rinnegando la pluriennale sudditanza al Pontefice, entrò in rotta di collisione con Callisto III reo di aver conferito la sovranità di Caprarola al nipote Ludovico Borgia. Ruppe contemporaneamente con la famiglia degli Orsini che contestavano i diritti di suo figlio Deifobo sulla Contea di Tagliacozzo. Nel 1460 una sfrenata libidine di potere lo spinse a spogliare della signoria capranichese il pur fedele cugino Giacomo e di quella di Anguillara l'altro cugino Domenico, figlio di Dolce. La turbinosa e per molti versi scellerata vita di Everso, tuttavia non priva di una cupa grandezza, si chiuse il  4 settembre 1464. Capranica, Ronciglione, Vico, Casa Mala e i diritti su Caprarola, Bieda , e S. Giovenale furono ereditati da suo figlio Deifobo; Vetralla, Giove, Viano ed altri feudi andarono all'altro figlio Francesco. I conti Deifobo e Francesco seguendo fedelmente il copione della polita paterna si precipitarono, nel settembre 1464, a Roma, per rendere omaggio al Pontefice succeduto a Pio II, il veneziano Paolo II, Barbo. Poco dopo aver compiuto il formale atto d'ossequio, marciarono su Caprarola e ne scacciarono i bastardi del Prefetto, Menelao e Securanza che, a loro volta, ne avevano estromesso il Borgia dopo la morte di Callisto III. Tanto bastò perché l'operazione predisposta dal Papa Barbo per l'eliminazione degli Anguillara dai loro domini, prendesse il via. A capo della spedizione, accuratamente preparata, fu posto il Legato di Tuscia, Cardinale Forteguerri, che oltre alle proprie truppe disponeva di quelle del Duca di Montefeltro e di Napoleone Orsini. L'attacco iniziò da Caprarola che cadde il 5 luglio 1465, e proseguì su Ronciglione espugnata il 6 successivo. Il 7 luglio pomeriggio Forteguerri marciò su Capranica. Ma prima del suo arrivo, la popolazione spontaneamente sollevatasi aveva sopraffatto la guarnigione , occupato il Castello, e catturato il conte Francesco. Col 7 luglio gli Anguillara scompaiono definitivamente dalla scena capranichese, certamente senza lasciare  rimpianti. Non riuscirono mai a liberarsi della mentalità di cavalier della prateria dalla quale provenivano, vogliosi di possesso, meno atti al governo. I benefici effetti dello scossone impresso al paese, con la costruzione del Castello e l'insediamento degli organi del potere autonomo dalla sudditanza sutrina si stemperarono lentamente ma inesorabilmente col trascorrere dei decenni, mentre nel resto d'Italia s'andava sviluppando la fioritura della Rinascenza e delle signorie Illuminate. La soddisfazione del popolo capranichese per la cacciata degli Anguillara si manifestò nella ricorrenza del primo anniversario della liberazione. La comunità, a sue spese, volle issare sul campanile di S. Giovanni  una nuova campana ( la cosiddetta mediana, dal peso di 3000 libbre tuttora in sito ) commemorativa del fausto evento. Sulla corona del bronzo, è incisa, in caratteri gotici la seguente iscrizione: + MEN-TEM SANTEM SPONTANEA HONOREM DEO ET PATRYE LIBERATIONE + M CCCC LXVI + ( In splendente gloria di Dio e a ricordo della spontanea liberazione della Patria  -  1466 ).

lunedì 16 novembre 2015

ACCADEMIA FRANCESCO PETRARCA

I CONCORSI ANNO 2016 DELL'ACC F PETRARCA
X TUTTE LE CATEGORIE ARTISTICO LETTERARIE
X OPERE EDITE ED INEDITE
NESSUN LIMITE CREATIVO ED ESPRESSIVO
X OVER 16 DI TUTTE LE NAZIONALITA'
X TUTTE LE FILOSOFIE DI VITA

SCADENZA
28 GENNAIO 
"COME PASSA IL TEMPO--RICORDI DI VITA"
a sostegno FILO D'ORO

28 FEBBRAIO
"IN COMPAGNIA DI SELENE"
a sostegno AMNESTY INTERNATIONAL

28 MARZO
"sss..sss...sss... parla la voce del cuore"
a sostegno RICERCA MALATTIE GENETICHE

28 APRILE
"OMAGGIO A FRANCESCO PETRARCA E AGLI ANGUILLARA"
a sostegno BAMBINI NEL DESERTO

PREMIAZIONE TARDA PRIMAVERA
QUOTA PARTECIPAZIONE A TOTALE SUPPORTO ONG DA ESEGUIRE PERSONALMENTE ALL'ONG SCELTA TRAMITE
PROPRIO VERSAMENTO BANCARIO E POSTALE DI EURO 10 
INVIARE ALL'ACCADEMIA BOLLETTINO VERSAMENTO EFFETTUATO ACCLUDENDOLO AL LAVORO ISCRITTO CONCORSO, AL QUALE SI INTENDE PARTECIPARE

PATROCINI GLI STESSI ONG, LO STATO ITALIANO E VATICANO...
GIURIA DA SVELARE DURANTE CERIMONIA DI PREMIAZIONE
PREMI
L'Accademia non rilascia premi in denaro.
UNICA GRADUATORIA TRA SEZIONI
SARA' PREMIATO CON MEDAGLIONE GENTILIZIO ONG SOLO IL 1° DI OGNI SEZIONE
A TUTTI GLI ALTRI ELEGANTI BENEMERENZE, PREMI SPECIALI, MENZIONI E SEGNALAZIONI

IMPORTANTE
GARA ENOGASTRONOMICA ESTEMPORANEA
TRA COLORO CHE SI SARANNO AGGIUDICATI IL PRIMO POSTO, IN PREMIO AL PRIMO CLASS. MEDAGLIA RICORDO IN ORO PURO

AGLI INTERESSATI SARA' INVIATO PER POSTA ELETTRONICA L'INTERO BANDO
Veronica Grassi
segretaria ACC F PETRARCA

venerdì 13 novembre 2015

Stendardi d'Autore premiazione




Atto conclusivo del Premio Stendardi d'Autore organizzato dalla Associazione Artaltro di Massa Marittima vinto da Milena Bartoli nella foto
riceve il premio messo a disposizione dalla Universo Arte Italia senza confini dal Presidente Marco Bruni
 — a Massa Marittima.

giovedì 5 novembre 2015

In questa notte Universo Arte di M.Bruni





In questa notte



E' notte fonda, s'allarma l'anima
che giù dal precipizio par cadere
sull'infima rotaia che collima;
serpi e ragni con antico incedere.
La nicchia nasconde preziosa perla
l'inchiostro è un punto nero sul foglio
l'ultimo canto chiuso nella gerla e
questo triste amore che non voglio.
Sulla battigia alita un lume fioco
l'acqua ferma pare un dolce nettare
che il sole illuminerà fra poco
con lucciole e gabbiani a danzare.